Lump: il bassotto che conquistò il genio dell’arte

Foto di Picasso con in mano un piatto decorato da lui che rappresenta il bassotto Lump

Lump: il bassotto che conquistò il genio dell’arte

Il fotografo David Douglas Duncan, racconta questa storia nel suo libro fotografico “PICASSO & LUMP A DACHSHUND’S ODYSSEY”, l’ultimo di nove volumi dedicati al pittore.

Ok lo ammetto… ho un debole per Picasso e anche per i bassotti.

Il bassotto Lump (tradotto dal tedesco, Birba) “stregò” letteralmente Picasso, diventando la fonte d’ispirazione di numerosissime opere dell’autore.

L’incontro fortunato avvenne nell’Aprile del 1957. Fu proprio Duncan, a recarsi nella villa del maestro “La Californie” in costa azzurra, portando con sé il piccolo Lump che allora aveva 8 mesi. Lo aveva da poco acquistato in un allevamento di Stoccarda e riscontrava problemi di convivenza con l’altro cane di casa Kubla, un levriero afgano.

Fu amore a prima vista. Lump mostrò subito le sue caratteristiche tipiche della razza, prendendo possesso degli spazi della casa (e del divano) e marcando il territorio, facendo pipì su una statua di bronzo che ancora oggi domina il giardino della villa, l’“Homme au moton”.

Quello stesso giorno, Pablo creò la prima di una lunga serie di opere ispirate a Lump, immortalandolo su un piatto di ceramica.

Giunto il momento di dover tornare a casa, Lump non ne volle sapere di lasciare la villa impuntandosi come solo un bassotto sa fare. Ebbe la meglio su Duncan, che si congedò da solo.

La complicità tra i due è unica e sconfinata. L’affinità è incredibile : entrambi indipendenti, vivaci e di grande personalità. Picasso per descrivere il loro rapporto speciale usa queste parole

“Lump non è un cane e nemmeno un piccolo uomo. E’ qualcos’altro!”

Lump rimase al fianco di Picasso per 6 anni. Anni in cui il piccolo “birbante” imporrà le sue abitudini, spiccando per privilegi sugli altri animali di famiglia, il boxer Yan e la capra Esmeralda. Solo a lui infatti, erano concessi i locali della casa, lo studio, i divani e tante altre esclusive che si guadagnò con il tempo.

Lump è stato un eccezionale modello per molte opere e molti studi del Maestro cubista. Fu inserito in 15 dei 44 studi della rivisitazione del celebre dipinto di Velasquez (l’opera conclusa conterà 58 tele), andando a sostituire il MASTINO delle tele originali. Un altro capolavoro conosciuto è sicuramente l’immagine che mostra uno stilizzato bassotto. Creato con una sola linea senza mai alzare la matita dal foglio, è uno dei poster tuttora più venduti al mondo. Si può trovare anche in Uccelli e altri animali con Pablo Picasso, edito da Phaidon nella collana Primi concetti con grandi artisti.

Nel 1963 Lump fu colpito da una malattia alla spina dorsale che gli provocò la paralisi degli altri posteriori. Curato in un primo momento a Cannes, venne poi trasferito in Germania dall’amico Duncan, dove riuscirono a curarlo in maniera più adeguata e a salvargli la vita. Ma una volta guarito, il bassotto non ne volle più sapere di tornare alla villa, così come aveva deciso l’inizio della loro storia, così ne decise la fine.

Picasso e Lump non si videro più, ma il loro legame rimase per sempre indissolubile tanto che, nel 1973, i due si spensero ad una settimana di distanza l’uno dall’altro.

PICASSO E LUMP – NANCY LIM

A Gennaio del 2019 viene pubblicato un altro libro sulla coppia celebre.

Un libro per ragazzi con bellissime illustrazioni di Beatrice Alemagna. Se vi ho incuriosito lo trovate qui. Ogni libro menzionato nell’articolo è presente nella Libreria qui

E questa è la storia di Lump “the Dog who ate a Picasso”.

Silvia | Istruttore Cinofilo

Istruttore Cinofilo cognitivo Relazione, esperto in Riabilitazione comportamentale e Socializzazione.

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